Vivere con il sacchetto: Volontariato 3. Parte

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Magie con tutti e per tutti

 

 

Federico Soldati, il mentalista di Neggio, ha dovuto rinunciare... ma anche questo mago ha divertito tutti!
   

Concorso TORTE DI PANE: Premiazione e Degustazione

La giuria si impegna a fondo! Degustazione e premiazione:
Tra i 17 contendenti, anche un maschio ha partecipato con onore alla contesa... segno dei tempi!

Nomina sunt omina
 
Era la prima volta che portavo il cartellino ufficiale con il mio nome. Faceva parte della 'mise', assieme alla maglietta che decisamente risaltava tra il pubblico.
Sono stato più volte inquisito da piuttosto arcigne signore, dallo sguardo pungente, forse presenti alla festa anche per non dover accudire al pranzo domenicale casalingo, che volevano sapere se fossi di Caslano, da quanto tempo ci abitavo, dove, chi era il proprietario...
Evidentemente non frequentavamo il Centro, come la maggior parte degli ospiti ai tavoli.
Per primissima cosa, con non dissimulata fierezza, dicevo che mi occupavo della biblioteca. Poi volevano conoscere il cognome... Aggiungevo subito che ero originario della valle Verzasca, tanto per chiarire che non avevo nulla a che fare con
quelli del caffé, di stanza a Massagno.
Credevano di conoscermi, di avermi visto da qualche parte...
L'ingegnere... Ah sì, quello... Un sorrisino tra il compiaciuto e, forse, un disagio mal dissimulato. 
Problemi? Non miei!

Saluto e con la coda dell'occhio vedo l'interlocutrice bisbigliare qualche cosa al vicino che la guarda con aria interrogativa...  Mi rigiro e scatto una foto del gruppo.

Non sono rimasto oltre la premiazione delle torte e la distribuzione dei diplomi di partecipazione , ma non avrei perso molto: oramai ci si sarebbe avviati alla fine della manifestazione. Ero effettivamente stanco: me lo si è fatto notare, che la mia faccia ne mostrava il segno.
Se ce ne fosse stato bisogno, non avrei comunque smesso. Probabilmente mi sarei risparmiato evitando di salire e scendere dalle panche per migliorare il punto di vista delle riprese..../span>


IL CORO "CANTEM INSEMA"



 
Tra le iniziative dedicate alla giornata, la registrazione di 18 pezzi del coro sotto la direzione di Adriana con la regia musicale di Antonio che ha curato il rapporto sonoro tra coro e accompagnamento (Balance tra  gli strumenti e le voci). Per la parte tecnica della produzione, le mie conoscenze audio (un hobby vecchio di 60 anni...con il mitico Revox)  e l'estro artistico per la grafica hanno avuto modo di collaborare per una buona causa. PC quello presente in biblioteca, spinto al limite delle sue possibilità (un'altra sfida riuscita). 
I lavori preparatori di carattere tecnico, iniziati a gennaio con regolari sedute ogni martedì alle prove del coro, hanno dovuto essere interrotti per parecchie settimane quale conseguenza della mia ospitalizzazione e del successivo periodo di convalescenza.

Diciamo pure che questo progetto ha portato una motivazione in più a riprendere al più presto le mie attività di volontario
.
  L'insistente e martellante propaganda del CD di "Cantem Insema" nell'animazione di (An)Tony Guitar,  in libera offerta (cartacea) per l'occasione, ha permesso di coprire comodamente le spese per il centinaio di copie preparate e di farne gradito dono ai membri del coro. 

 

Ascolto (Versione MP3)

 

 

Test MP3 YouTube Magun Moviemaker 2. link

 

 

 

                                                                                                                                                                                           
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    Fine dei festeggiamenti! Per ritornare all'inizio della giornata

    Uno spiacevole contrattempo... con finale a sorpresa!

    Nella stesura delle pagine dedicate ai festeggiamenti ho toccato, con la coordinatrice del Centro la problematica della pubblicazione sul sito di fotografie nell'ambito della festa (vedasi in particolare le illustrazioni delle poesie scolastiche)  che potrebbero essere considerate per modo di dire "private" e pertanto "abusive" .

    Ne è nato un bonario battibecco nel quale mi sono permesso di alzare un po' la voce dall'esasperazione a sentire le argomentazioni della mia interlocutrice arroccata dietro formalismi che ritenevo francamente superati.

    Sostanzialmente si sosteneva che le immagini connesse ai corsi della memoria (scattate al 2° piano del Centro, un appartamento fruibile limitatamente ad attività riservate) necessitavano per "principio"(???) di una liberatoria da parte delle persone rappresentate nell'ambito di compleanni o di altre attività ludiche. C'è scappata la parola "Privacy" alla quale sono da sempre stato iperreattivo e alla quale sono intollerante per un motivo molto semplice: non esiste nel nostro ordinamento Federale questo concetto checché ne sia nella vicina Repubblica. Da noi si parla caso mai di "protezione dei dati".

    La signora coordinatrice, papale papale, si rifaceva ad una richiesta di liberatoria da parte di un ente universitario ai partecipanti ad un corso di memoria da lei diretto di cui veniva fatto rapporto. Era vero che la stragrande maggioranza dei personaggi che potevano essere coinvolti dalla presente  pubblicazione sul web avrebbero sottoscritto, un paio di anni orsono, la liberatoria... ma che comunque la regola era questa, anche se non fosse esplicito chi l'avesse imposto, quale  ente "superiore" con giurisdizione sul Centro (il Comune? il Cantone? Un'autoregolamentazione?).

    Che al sottoscritto, nel suo spirito libertino-libertario non piacessero le regole era un fatto comprovato ma che comunque... comunque, comunque.... Ho messo il puntino sulla i dichiarandomi senz'altro pronto a seguire le regole del Centro, ci mancherebbe... ma che non ritenevo assolutamente ovvio il riferimento alla "Privacy" o anche o meglio,  in senso più corretto nei termini legali, a quello di  "Protezione dei dati".

    Sono stato invitato a chiarire tramite il web, visto che ci bazzicavo abbastanza bene, quale fosse la situazione e di riferirle in merito. Mi ha anche ricordato di ritenere avere subito un torto personale con la pubblicazione di una foto di un suo famigliare minorenne in una pubblicità, senza previa sua liberatoria quale genitore  e che pertanto era sensibile alla problematica. Capisco.

    Per farla breve e  senza troppe chiacchere: il privato cittadino può di regola fare valere le proprie ragioni presso la Confederazione (il delegato FEDERALE per la protezione dei dati). Se sono coinvolti enti Cantonali o Comunali, e solo in questi casi, ci si può rivolgere al delegato cantonale.

     Ho contattato le due figure istituzionali descrivendo le perplessità nell'applicare i principi della legislazione al caso specifico.

    Risposta telefonica senza ambagi da Bellinzona:  Cosa chiarita nei preliminari,  la fattispecie riguarda il Cantone. Siamo confrontati con uno dei casi classici da quando la diffusione e la riproduzione elettronica di immagini è diventata d'uso comune. E' anche vero che in qualsiasi manifestazione con la partecipazione di pubblico ci si possono aspettare, dunque presumere, riprese  con mezzi più o meno tecnicamente sofisticati (cui è comunque possibile opporre un rifiuto, se non graditi) che più o meno facilmente posso poi essere diffusi allo scopo di permetterne la riproduzione a scopo di cronaca. Anche la disponibilità in rete di immagini non gradite all'interessato può essere esplicitamente bloccata dall'interessato facendo valere il suo diritto alla protezione dei dati (Berna o Bellinzona).

    Non esistono particolari norme a protezione dei minori. E' più che ovvio che in una esibizione (pubblica) di scolari e minorenni vi sia chi voglia immortalarne le gesta a perenne ricordo personale... Semprecché, in qualsiasi situazione, non se  ne faccia un (ab)uso commerciale.

    Pertanto, le libertà ed i vincoli della protezione dei dati sono lasciate, nel classico spirito elvetico, al buon senso dei diretti interessati cui può però essere contestata l'ignoranza delle leggi in materia. Da questo punto di vista, tutta la problematica risulterebbe gestibile con poche linee guida e flessibilmente aperta a imprevedibili sviluppi futuri. Dunque libertà se non danneggia (anche solo soggettivamente) altri e fino al momento che il diretto interessato non ne faccia denuncia.

    In pratica dunque, l'uso a scopo di cronaca e senza lucro di immagini "pubbliche" non è sottoposto a particolari norme che a priori ne limitino o intralcino l'uso . Liberatorie specifiche sono  concepibili che quale conseguenza di interventi atti  a limitare la diffusione generalizzata di immagini che pertanto hanno già subito una restrizione dietro richiesta dell'interessato (Non puoi liberare cose NON legate a vincoli!)

    In termini strettamente legali, NON esistono norme che presumono a priori un abuso di immagini di origine pubblica: se ne presume pertanto un uso lecito, salvo dimostrazione-denuncia del contrario. NESSUN PROBLEMA DI NATURA LEGALE SINO A DIMOSTRAZIONE  DEL CONTRARIO. Non si lede di principio alcun diritto... spetta a chi se ne ritiene colpito, fare valere le proprie ragioni.

    "Se veramente ci si vuole parare il culo" a detta del collaboratore del signor Michele Albertini, basta inserire nel sito internet semplicemente la dicitura
     "TUTTI I DIRITTI RISERVATI".

    Un uovo di Colombo che non dovrebbe sorprendere chi è addentro nei cavilli legali.... con buona pace della coordinatrice del Centro.

    Già che ci siamo, ci permettiamo di consigliare l'identica strategia per le immagini pubblicate nel sito dell'Associazione Volontari...

    Avevo detto di aver alzato un po' la voce nella questione della esecrata Privacy...

    La signora Luisella voleva sapere che diavolo avesse messo in moto contanta energia, veramente inusitata per lei che mi conosceva come un tipo piuttosto accomodante... Effettivamente, quando il Big Boss Bruno ruggiva, erano cavoli amari da ricordare per anni... Poi ci pensava la mia ernia inguinale a farsi sentire e mandare il messaggio: "Bruno... non esagerare... non è che ti faccia bene!"

    Oramai anche questo campanello d'allarme stà per andarsene, assieme alla ernia parastomale indolore e lo stoma riincanalato. Lì per lì non me ne sono reso conto, ma quel pomeriggio, prima della discussione  insolitamente animata che tanto ha preoccupato la mia interlocutrice, avevo appena letto il "Dialogo entro quattr'occhi" sui risvolti psicologici dello stoma che, come ogni testo di un certo impatto, ha continuato a serpeggiare nel mio subcosciente.

    Iniziavo pertanto, senza manco saperlo, un percorso di ritorno imprevisto ed imprevedibile nel canovaccio della saga "Dal pacchetto al sacchetto..." che stava mettendo in discussione alcune solide certezze. La riva del ritorno,  l'Itaca di Ulisse, il mio corpo "prima" non sembrava più ricuperabile, malgrado fossero passati che 4 mesi. Ma anche il sacchetto non aveva quella valenza truce da salutarne con sollievo la dipartita... Stavo in fin dei conti elaborando un lutto...

    Se lo avessi letto prima, quel libretto mi avrebbe forse dato più tempo...  Continua nella prossima puntata!

     

    Per proseguire con il diario... siamo quasi al ritorno...